pasquale capasso
 

Mons. Pasquale Capasso

Vicario Generale Diocesi Nola

Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
                                             San Francesco.

Ho accolto con gioia la richiesta di Giuseppe Ottaiano di scrivere una presentazione del suo nuovo lavoro “Terra d’Acque”, una passeggiata in Campania ascoltando la voce dell’acqua. Un segno concreto del suo amore per la nostra terra e l’ambiente che l’uomo ha saputo coltivare e custodire. A Peppe va la gratitudine per la passione che mette nel raccogliere la ricca documentazione ma soprattutto per la tenacia nel contagiare amici e istituzioni per la salvaguardia della Bellezza del Creato.
Mi sono posto dinanzi a questo tema con lo sguardo del credente per cogliere i significati che la tradizione biblica e cristiana ha letto in questo elemento, coniugandoli con l’esperienza quotidiana della nostra vita.

L’acqua è vita.
Il mito biblico racconta la nascita della vita partendo dall’esperienza della nascita di un bambino: la vita nasce dalla separazione delle acque “Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento” (Gen 1,6).
Anche la nascita del popolo ebraico passa attraverso la separazione delle acque del Mar Rosso “Mosè stese la mano sul mare… il Signore durante tutta la notte, risospinse il mare con un forte vento d’oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero. Gli Israeliti entrarono nel mare asciutto, mentre le acque erano per loro una muraglia a destra e a sinistra” (Es 14, 21-¬22).
L’esperienza della vita di ciascuno di noi, poi, insegna quanto l’acqua sia “utile et pretiosa” per la vita. Permette la vita!

L’acqua disseta.
Noi, avendo sempre l’acqua a portata di mano, raramente facciamo l’esperienza della sete. Ma quando - o in viaggio o in una escursione - ci capita di rimanere senz’ acqua, sappiamo cos’è il desiderio dell’acqua. E non c’è gioia paragonabile nel trovare un rivolo di “fresche e dolci acque” o una sorgente di acqua zampillante! La sete è un desiderio e nella lettura esistenziale dell’uomo rimanda a quel groviglio di desideri che ciascuno si porta dentro con l’impegno a realizzarli in parte.
L’uomo biblico trova nella “sete” il simbolo più alto per esprimere il desiderio di Dio:
“Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio”(Salmo 42, 2)….“o Dio, di te ha sete l’anima mia, … a te anela la mia carne, come terra deserta, arida, senz’acqua” (Salmo 63,2) e il profeta Geremia descrive l’allontanamento da Dio attraverso la bellissima immagine della cisterna screpolata: “essi hanno abbandonato me, sorgente di acqua viva, per scavarsi cisterne, cisterne screpolate,che non tengono l’acqua”. (Ger 2,13)

L’acqua purifica.
L’acqua è l’elemento fondamentale della nostra igiene, abbiamo bisogno dell’acqua per la pulizia della nostra persona, degli oggetti, dei vestiti. L’acqua ha una funzione purificatrice.
Nella Sacra Scrittura sono innumerevoli gli episodi o le citazioni dell’acqua come elemento di purificazione: «vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli» (Ez 36,25). Per l’esperienza cristiana basti pensare al Battesimo. «Se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio», dice Gesù a Nicodemo (Gv 3,5).
Auguro al lettore che intraprende questo cammino alla scoperta di “zampilli, rivoli e cascatelle” di poter sperimentare la gioia espressa dal profeta Geremia: vivere “come un albero piantato lungo l’acqua, verso la corrente stende le radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi; nell’anno della siccità non intristisce, non smette di produrre i suoi frutti. È dell’uomo che confida nel Signore e il Signore è sua fiducia”. (Ger 17,7-8).

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