pasquale capasso
 

Mons. Pasquale Capasso

Vicario Generale Diocesi Nola

“Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden perché lo coltivasse e lo custodisse” (Gen 1,15).

La Sacra Scrittura narra così, attraverso il mito della Creazione, la nascita ad opera di Dio prima della terra e poi dell’uomo, ed indica l’interazione reciproca, cioè la relazione, che Egli stabilisce tra queste due realtà, nella quale la funzione ontologica dell’uomo si basa su due verbi: “coltivare” e “custodire”.
Essi richiamano alla mente i due aspetti della funzione genitoriale. Il “Coltivare” è l’esercizio della paternità: l’Eden è una realtà consegnata all’uomo perché egli ne abbia cura, ne promuova la crescita e la disciplini con il sevizio e non con il dominio. Il “Custodire” è l’esercizio della maternità: Dio affida all’uomo il creato, che per primo lo ha accolto e dato alla luce come una madre, e le creature perché le difenda con l’amore e la tenerezza.
Questa visione antropologica della Sacra Scrittura sostiene l’impegno di tanti uomini e donne - credenti e non - che spendono energie, risorse e competenze nella difesa della madre Terra. Eppure, come lamenta Papa Francesco nell’enciclica Laudato si’, esiste e cresce una mentalità opposta, nemica della terra: “siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla” (n.2).
L’amore per il Creato e la Terra che ci ospita nasce dalla gratitudine e dallo stupore che ci prende ogni mattina dinanzi ad un nuovo giorno che inizia senza il nostro contributo o dinanzi a un fiorellino che spunta caparbiamente tra rocce e spine!
Se è vero che “la bellezza salverà il mondo”, sarà sempre una bellezza scoperta e contemplata.
Quella di cui, in anni di cammino tra le meraviglie del nostro territorio, ha goduto Giuseppe Ottaiano. Un cammino accompagnato dallo stupore credente e dal gusto di scoprire i risultati raggiunti dal “coltivare” e “custodire” dell’uomo.
A lui siamo grati perché l’ha voluta condividere con noi in questo lavoro facendo elevare la nostra lode a Colui dal quale proviene ogni bene: “dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si contempla il loro Autore” (Sap 13,5).

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